domenica 8 agosto 2010

Il riso alla provitamina A



Il riso è la pianta alimentare più importante al mondo. È il nutrimento base per oltre 2 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo. Ora ti spiego perché e come gli ingegneri genetici hanno prodotto delle piante di riso che producono nei loro chicchi la provitamina A.
250'000 bambini ciechi all'anno
Il riso mondato non contiene vitamina A. Per questo, le persone che si cibano quasi esclusivamente di riso, soffrono di carenze in vitamina A. Questo può causare sia cecità notturna che addirittura cecità totale. La mancanza di vitamina A aumenta inoltre la sensibilità alle malattie infantili, come il morbillo, la dissenteria e alcuni disturbi respiratori. Circa 124 milioni di bambini nel mondo soffrono di carenza di vitamina A, e nel solo Sud-est asiatico 250'000 bambini perdono la vista ogni anno a causa di questa carenza.
Delle piante di riso che producono provitamina A potrebbero salvare dalla morte da 1 a 2 milioni di bambini all'anno.
Provitamina A
La provitamina A viene trasformata dal nostro organismo in vitamina A. L'involucro esterno del chicco di riso contiene provitamina A. Perché allora non si mangia il riso con la buccia? Purtroppo le cose non sono così semplici.
La buccia del chicco di riso un alto tenore in oli. Stoccato in un clima tropicale il riso diventa facilmente rancido e immangiabile. Per questo motivo il riso deve essere decorticato.
Il riso decorticato ha il vantaggio di poter essere conservato senza irrancidire. L’inconveniente, però, è che con la buccia si perde anche la preziosa provitamina A.
I chicchi di riso dovrebbero produrre la provitamina A
I ricercatori del Politecnico di Zurigo e dell'Università di Friburgo (Bresgovia) hanno collaborato per produrre, con l'ingegneria genetica, delle piante di riso che producono provitamina A nei chicchi. Con i metodi tradizionali sarebbe impossibile raggiungere questo obiettivo.
I ricercatori hanno scoperto che la pianta di riso ha bisogno di tre proteine supplementari (enzimi) per poter produrre provitamina A nei chicchi. Occorreva quindi trovare i tre geni necessari, e trasferirli nella pianta.
Tre geni per il riso
Gli ingegneri genetici li hanno trovati. Due dei tre geni provengono dal narciso, mentre il terzo dal batterio Erwinia uredovora. 
Come hai visto nel capitolo “inserire un gene umano nei batteri”, molti batteri sono dotati di piccoli anelli di geni (plasmidi). Lo stesso vale per un batteri chiamato Agrobacterium tumefaciens. Quando questo batterio entra in contatto con delle cellule vegetali lesionate, una determinata sequenza del DNA del suo plasmide (T-DNA) è introdotto nella cellula vegetale. I ricercatori hanno utilizzato questa proprietà estraendo una parte del T-DNA dal plasmide, e inserendovi un gene che deve essere introdotto nella cellula della pianta.
I ricercatori del Politecnico di Zurigo hanno utilizzato l'Agrobacterium tumefaciens per introdurre nelle cellule del riso i due geni del narciso e il gene del batterio Erwinia uredovora.
Alcune delle cellule di riso hanno assunto tutti e tre i geni, e li hanno integrati in modo stabile nel loro DNA. È su queste cellule di riso geneticamente modificate (transgeniche) che i ricercatori continuano a lavorare.
Le cellule di riso transgeniche sono state trattate con ormoni specifici, in modo da rigenerare intere piante di riso. Le piante di riso transgeniche producono nei loro chicchi la provitamina A. Questa rende i chicchi di riso gialli, ed è per questo si parla di golden-rice.
La ricerca continua
Rimane ancora molto da fare. Uno degli obiettivi è di aumentare ulteriormente il contenuto di provitamina A nei chicchi di riso, per aiutare così le popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Per questo motivo, i ricercatori svizzeri collaborano con quelli dell'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso delle Filippine, per trasferire la capacità di produrre provitamina A alle varietà di riso locali, adattate a quel clima e suolo. Parallelamente, è ugualmente necessario effettuare studi alimentari, e degli effetti sull'ambiente di queste piante transgeniche.

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