martedì 17 agosto 2010

Ritorna l'allarme per gli orientali cannibali BUFALA

 

Su facebook ritornato le notizie false sugli orientali che mangiano neonati.
Se c'è un esempio chiaro di come le leggende metropolitane e gli allarmi circolanti su Internet siano lo specchio moderno dei pregiudizi e delle paure più comuni, è la storia degli orientali mangiabambini. Come un cane particolarmente stupido rincorre le automobili, così le bufale inseguono le notizie. Il guaio è che mentre il cane rischia di essere travolto dalle auto contro le quali si scaglia, nel caso delle bufale è invece la notizia vera a finire travolta dalle stupidaggini e dalle falsità. La bufala è molto più diretta e viscerale: è una rappresentazione di quello che sentiamo ma che non osiamo dire esplicitamente. In questo caso, rappresenta la paura del diverso, che è reale ma politicamente scorretta e quindi viene riproposta come leggenda metropolitana. E la leggenda ha successo e si diffonde, ancora una volta, perché soddisfa un pregiudizio molto diffuso.
Il testo dell'appello
ESTO E UN ESCANDALO!!!
QUESTO E' ORRIBILE
In Tailandia i bambini e i feti umani morti si possono comprare da 50$ a 70$, si possono comprare anche negli ospedali per soffisfare la richiesta di questa barberia...E' una schifezza che si può comprare tranquillamente anche nei negozi!!
POR FAVOR
Per favore, rinvia questo messaggio a più persone che puoi, affinchè tutto il mondo abbia visto queste cose atroci, e si trovi una soluzione
Questo è un reale attentato alla specie umana, dobbiamo unire tutte le nostre forze per fermare questo genocidio, altrimenti non terminerà mai
La parola 'impossibile' non si addice a questa cose, perchè questo fatto è reale. Bisogna gridare e denunciare questo orrore.
IL SILENZIO E' DEI COLPEVOLI
Ora è il tuo turno. Fai girare questa e-mail più che puoi... Non facciamo finta

Il testo, in italiano contaminato da espressioni spagnole, è accompagnato da una serie di immagini sempre più raccapriccianti. Alcune di esse sono mostrate qui in versione alterata per le persone sensibili.


 

 

 

Perché è una bufala

Le varianti precedenti di quest'appello risalgono almeno al 2001, secondo l'indagine di Snopes.com. La prima versione italiana che ho incontrato, con le medesime foto, risale al 2003, e raccontava una storia differente sotto forma di file Powerpoint: non erano i thailandesi a mangiare i neonati o i feti, ma i taiwanesi. C'è tuttora scritto Taiwan nella didascalia di una delle foto, ma lo shock è tale che molti non se ne accorgono. Sembra insomma che qualcuno poco ferrato in geografia abbia scambiato Taiwan per Thailandia e dato nuova vita a questa diceria.
Ecco com'era l'appello nel 2003 in italiano:
"Non sto parlando di leggende metropolitane, ma di cose note ai cinesi. Cosa ho scoperto? A Taiwan è possibile mangiare al ristorante (in certi ristoranti) bambini fatti abortire quando già ben formati per questo unico scopo. Ovviamente il motivo è sempre lo stesso, sembra diano molta energia e -audite audite- aumentino la potenza sessuale. Qualche tempo fa mi era arrivato un file con tanto di foto raccapriccianti, che però mi ero rifiutato di ritenere vere. In Cina abbiamo reperito (con un collega) una rivista in cui si parla di questa "cucina" come si parlasse di cucina alternativa. Ho la pagina originale del giornale, scritta in cinese, con foto a disposizione di chiunque possa fare qualcosa per sollevare interesse per questo abominio. Mi dicono che per avere i bambini, di solito vanno nelle campagne nei pressi di Canton pagando modiche somme a contadini affamati."

Un'altra versione, in inglese, ripete la storia dei ristoranti taiwanesi.
"It's Taiwan's hottest food! In Taiwan, dead babies or fetuses could be bought at $50 to $70 from hospitals to meet the high demand for grilled and barbecued babies. Please forward this message to as many people as you can so that it can be seen by the world and someone takes action on this. It is a thing against human race and unless we people of the world put hand to hand to eradicate this custom, it will not end. Even the word impossible says it is impossible but it's happening !!!".

Già il fatto che la nazione accusata di cannibalismo sia cambiata la dice lunga sull'attendibilità dell'appello, ma la sua versione originale ci permette di risalire alle sue origini e a classificare il tutto come bufala. Infatti non c'entrano neanche i taiwanesi, perché le foto dei vasetti non sono state scattate in un negozio, e probabilmente non provengono da Taiwan, ma da qualche parte in Cina.
Sicuramente non si tratta di un negozio perché i caratteri sulla vetrina dicono "mostra d'arte", come indicato da una delle smentite pubblicate da un sito taiwanese e confermato indipendentemente da Linda, una mia ex vicina di casa cinese alla quale mi sono rivolto.
La foto è probabilmente ambientata in Cina, non a Taiwan, perché gli ideogrammi sulla vetrina sono in cinese semplificato (quello usato appunto in Cina), mentre a Taiwan si usano gli ideogrammi tradizionali. Questo è quello che afferma il già citato sito taiwanese, come mostrato qui sotto.

Il fatto che gli ideogrammi sulla vetrina siano in cinese semplificato è stato confermato indipendentemente da un lettore (gyjex76) e dalla mia ex vicina cinese Linda.
Gli ideogrammi sui vasetti, invece, sono quelli tradizionali, come confermato sempre da gyjex76 e da Linda. Linda, tuttavia, nota che i caratteri tradizionali sono usati a Hong Kong e Taiwan ma non in Cina.
Ma cosa c'è scritto sui vasetti? Gyjex76 dice che la scritta sui vasetti "è composta da due caratteri: Nao(3)jiang(1) (il numero indica il tono della sillaba). Il significato è 'cervelli'". Linda dice che la scritta grande (in caratteri gialli) significa "Pâté di cervello", mentre i caratteri rossi nel triangolo giallo dicono "Vietato mangiare". Secondo una segnalazione di un lettore del sito francese Hoaxbuster.com, la scritta significa "cervello di maiale".
Il dettaglio più importante è appunto che si tratta di vasetti presentati nell'ambito di una "mostra d'arte", non in un negozio. Di conseguenza, non c'è alcuna garanzia che il contenuto corrisponda all'etichetta. E' assai probabile che le etichette siano semplicemente state realizzate appositamente per creare una provocatoria esibizione pseudoartistica. Quello raffigurato, insomma, non è un prodotto normalmente in vendita: è una messinscena.
Il cervello affettato

Il signore che affetta il cervello nella foto successiva è lo stesso che verrà mostrato nelle immagini più crude che seguono, ma quello che sta affettando non è un cervello di neonato, per il semplice fatto che è di gran lunga troppo grande. Potrebbe anche essere un cervello umano prelevato da un adulto, cosa perfettamente fattibile per ricerca medica anche in Occidente, oppure un cervello di un animale.
Qualche esperto di anatomia potrebbe chiarire il dubbio: un lettore (stefanom****e), medico di Torino, premette di non essere "uno specialista in medicina legale o in anatomopatologia" ma comunque afferma che "ahimè, quel cervello è un cervello umano (troppe circonvoluzioni e troppo grosso per essere anche solo il cervello di un primate)."
In ogni caso, affettare un cervello, anche se umano, non dimostra in alcun modo né il cannibalismo né la presunta abitudine taiwanese di offrire carne umana al ristorante.
Il bambino mangiato

La chiave del mistero sta nelle ultime tre foto, perché sono le più controverse ma anche le più identificabili. Il signore ritratto nelle tre immagini di apparente cannibalismo è infatti l'artista cinese Zhu Yu, che ha creato questa rappresentazione di "arte concettuale" (perlomeno così la definisce lui) intitolata "Eating People" ("Gente che mangia", ma anche "Mangiare la gente") a un festival d'arte a Shanghai nel 2000.
Una delle foto di questa "forma d'arte" è la stessa inclusa nell'appello-bufala, ed è mostrata nel catalogo di arte cinese contemporanea che nel 2003, ai tempi della mia prima indagine, era disponibile presso Chinese-art.com e ora è archiviato presso Archive.org. Le altre foto farebbero parte di altre sue "opere" dello stesso genere, intitolate "Man Eater" ("Mangiatore di uomini") e "Canned Human Brains" ("Cervelli umani in scatola").
Sappiamo insomma esattamente chi è la persona raffigurata nell'atto di mangiare (almeno in apparenza) un bambino. E' uno di quegli artisti d'avanguardia disposti a fare qualsiasi cosa pur di scioccare il pubblico e farsi pubblicità. Un tipo poco affidabile, insomma, che potrebbe aver realizzato le foto creando il corpo del "bambino" per esempio con una bambola di plastica (per la testa), delle ali di pollo (per braccia e gambe) e un'anatra arrosto (per simulare il tronco), in modo da non commettere reati.
Potrebbe anche trattarsi di parti di una scimmia, alle quali è stata aggiunta una testa di bambola. Tuttavia non è purtroppo possibile escludere che l'"artista" si sia procurato un feto abortito o un neonato morto e l'abbia effettivamente mangiato. Anche qui, l'occhio esperto di un anatomopatologo potrebbe chiarire il dubbio.
A questo proposito, lo stesso medico di Torino citato prima afferma che "non mi pare che quel feto (può anche essere un neonato, mi pare piuttosto sviluppato) possa essere in realtà un 'costrutto' di anatra e bambole... In particolare mi fa specie la disposizione degli organi interni (si intravedono nella cavità addominale aperta) che non sono quelli di un'anatra. Anche la disposizione dei muscoli dagli arti staccati mi pare corretta, e quella non è carne 'bianca'".
Negli articoli citati qui sotto nelle fonti, Zhu Yu afferma di aver commesso atti di cannibalismo, con dovizia di dettagli che vi risparmio, ma possiamo fidarci di una persona il cui scopo dichiarato è scioccare? Se dicesse "no, era un'anatra arrosto con sopra una testa di bambola" il suo squallido gioco finirebbe.
Ma se ha davvero mangiato carne umana, come mai non è stato incriminato dalle autorità? Il vilipendio di cadavere è reato anche in Cina, e stando ad alcune fonti come TheArtNewspaper.com (ora archiviato presso Archive.org, foto qui accanto), questo genere di "arte" non è per nulla ben visto dalle autorità cinesi, per cui è difficile ipotizzare che si sia "chiuso un occhio".
In ogni caso, nulla di tutto questo dimostra in alcun modo che il cannibalismo sia un'usanza diffusa e accettata a Taiwan (men che meno in Thailandia). Dimostra solo che c'è un cinese (non un taiwanese, non un thailandese) cretino che è disposto a tutto, persino a mangiare un cadavere (o a far credere di averlo fatto), pur di avere il suo quarto d'ora di celebrità.
Come considerazione personale, va notato che la diffusione di questo appello come catena di sant'Antonio ha un effetto interessante: dimostra che siamo tutti istintivamente un po' razzisti. dite la verità, se una storia del genere fosse stata attribuita a un norvegese, l'avreste presa per vera?
Fonti


La storia è spiegata dal celebre sito antibufala Snopes.com presso questa pagina e riportata anche da Breakthechain.org presso quest'altra pagina. Se ne occupa anche About.com nelle sezione sulle leggende metropolitane, in una pagina apposita. La bufala è inoltre descritta in francese presso Hoaxbuster.com.

Inoltre immettendo in Google le parole chiave "Zhu Yu" e "Eating people" si trovano moltissime segnalazioni del caso, compresi gli articoli dei giornali locali in cui l'accusa infamante di cannibalismo nei ristoranti taiwanesi della versione originale dell'appello viene smentita, con tante scuse, dai tabloid che l'avevano pubblicata (immagine qui accanto).
Presso 888.rockin.net trovate (in inglese) la smentita che cita il comunicato ufficiale del governo taiwanese. Il comunicato ribadisce che il cannibalismo è illegale a Taiwan.
Una versione a maggiore risoluzione delle foto, in formato PowerPoint, è disponibile su richiesta via mail per i forti di stomaco che volessero valutarne l'autenticità.
Un lettore (domenico) segnala che il celebre quanto controverso sito Rotten.com mostra anche un'altra foto della squallida esibizione. Anche questa, essendo piuttosto raccapricciante, ho preferito non pubblicarla direttamente in questa pagina. La segnalo perché la sua risoluzione, più alta di quella delle foto circolanti nell'appello, potrebbe consentire a un esperto di capire dai dettagli anatomici visibili se si tratta effettivamente di un essere umano o di un altro animale manipolato in modo da farlo sembrare un neonato.

 

                                                       Fonte:il disinformatico

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