De Grisogono incanta con un anello lussuoso. Questo gioiello è dominato da una straordinaria ametista da 22.98 carati, taglio smeraldo. Altre 397 pietre preziose della stessa natura decorano il gambo in oro bianco 18k.
Poi ci sono 411 zaffiri rosa, da 2.72 carati. La combinazione cromatica è felice, ma anche il sinuoso incedere degli elementi produce un forte carattere, che alimenta la capacità di richiamo dell’accessorio. Il prezzo, pari a 56 mila dollari.
giovedì 4 marzo 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
Casa ecologica: tutti i segreti per avere una casa a prova di ecologia
Oggi la parola chiave è sviluppo sostenibile, ossia quella forma di sviluppo che mira a preservare la qualità e la quantità del patrimonio e delle riserve naturali che sono esauribili. Da alcuni anni a questa parte molti interior design, architetti ed ingegnieri si stanno dedicando a questo tipo di sviluppo con l’obiettivo di mantenere un equilibrato ecosistema sulla terra, operando, quindi, in regime di equilibrio ambientale nella costruzione ed ideazione di nuovi progetti. Oggi vediamo come realizzare una casa ecologica, che abbia cura dell’ambiente e non danneggi l’ecosistema naturale, con poche e semplici regole da seguire.

Per avere una casa ecologica ecco quali impianti occorre installare:
1. Pannelli fotovoltaici per convertire l’energia solare in energia elettrica;
1. Pannelli fotovoltaici per convertire l’energia solare in energia elettrica;
2. Camera d’aria per avere un risparmio energetico negli ambienti sottostanti;
3. Isolamento delle mura, per mantenere il giusto clima all’interno delle mura domestiche con piccoli accorgimenti e massimizzare la resa in termini climatico-ambientale;
4. Pompa di calore per impianto di condizionamento che permette sia di apportare che di estrarre calore dall’abitazione;
5. Serbatoio per riciclo acqua piovana;
6. Ventilazione meccanica di pre-riscaldamento che non è sostitutiva all’impianto di riscaldamento della casa, ma solo integrativa, in quanto alla funzione di ventilazione è associata la possibilità di preriscaldamento dell’aria nella mezza stagione e in quella invernale;
7. Camera d’aria tra pavimento e caldana, utile per creare una barriera alla trasmissione del calore verso il suolo ed evitare così la sua dispersione;
8. Riscaldamento a pavimento, il risparmio con questo sistema è notevole;
9. Basso volume del getto del WC (è consigliato utilizzare l’acqua piovana per questo genere di servizi);
10. Smart elettrica;
11. Effettuare sempre la raccolta differenziata;
12. Impianto di compostaggio domestico, utile per riciclare i rifiuti casalinghi che quotidianamente vanno ad intasare le discariche urbane con notevole spreco di energia;
13. Finestre isolanti, che abbiano valori di trasmittanza termica contenuti e certificati, riducono in misura significativa i consumi energetici;
14. Isolamento termico soffitto utile per lo stesso motivo del precedente punto;
15. Sistema di ventilazione meccanica controllato;
16. Pannelli solari che funzionano secondo il principio con il quale l’energia che giunge dal Sole sulla Terra viene catturata e successivamente riutilizzata per produrre acquacalda;
17. Ventilazione per la cappa in cucina;
18. Ventilazione meccanica di scarico.
articolo da desainer.it
martedì 9 febbraio 2010
Fotovoltaico, le tegole a pannelli solari
Fotovoltaico, le tegole a pannelli solari
La società americana SRS Energy ha ideato un sistema innovativo per rendere fotovoltaici ma eleganti allo stesso tempo i tetti delle case. Il prodotto si chiama “Solar Power Tiles“, ovvero: tegole ad energia solare.
Sebbene di progetti simili sul web se ne trovano a bizzeffe, l’aspetto affascinante di queste tegole sono colorazione (blu) oltre che stile. Assomigliano a tutto e per tutto a delle normali piastrelle per tetti, e al contempo svolgono la funzione di pannello solare per la produzione di energia rinnovabile. L’ideazione di questo prodotto contribuisce a rendere esteticamente accettabile la presenza di pannelli solari sulle case, ma soprattutto promuove l’utilizzo in larga scala di questi sistemi ecosostenibili. Anche su edifici storicamente rilevanti, o dove l’architettura assume livelli elevatissimi, sui quali quindi queste tegole fotovoltaiche hanno il vantaggio di non stonare evitando così di deturpare l’armonia degli scenari.
Costruzioni di rilevanza a parte, credo che vista l’efficienza energetica sarebbe utile per chiunque possedere sul proprio tetto un impianto innovativo come questo.Le "Solar Power Tiles" sintetizzano una filosofia di vita ecosostenibile con un occhio di riguardo per l'estetica, che con questo prodotto trova una sua dimensione.lunedì 25 gennaio 2010
L’argilla sostituirà il petrolio nella produzione di plastica
Circa il 4,6% del petrolio utilizzato nel mondo finisce nella produzione di plastica. Il problema principale delle materie plastiche è che non sono tutte utilizzate per fare contenitori per alimenti e giocattoli a basso costo. C’è plastica in ogni sorta di cose a cui ci affidiamo ogni giorno, dalle forniture mediche all’elettronica. Che cosa ne sarà di tutti quei prodotti se il petrolio dovesse ridursi, o finire del tutto?
Secondo un team di ricercatori giapponesi, potremmo essere in grado di produrre gli stessi oggetti utilizzando un materiale che non è per nulla tossico ed inquinante: argilla, acqua, e un agente addensante speciale.
Combinando piccole percentuali di argilla e composti organici in una soluzione di acqua, Takuzo Aida e il suo team hanno creato una forte plastica auto-riparante. Il materiale risultante è chiamato “idrogel“. Secondo lo studio, pubblicato su Nature:
L’ingrediente chiave di questa plastica è il poliacrilato di sodio, un materiale super assorbente. Assorbe qualcosa come 300 volte il suo peso in acqua. Solo perché è un composto organico, però, non significa che sia sicuro. Una ricerca sul poliacrilato di sodio lo ha compreso nella lista delle sostanze chimiche pericolose. Secondo l’elenco, il composto ha “esposizione multipla agli additivi, perturbazione del sistema endocrino e rischia la contaminazione, se non gestita correttamente.”
Detto questo, il nuovo materiale contiene solo una piccola percentuale di sostanze pericolose, e nessuno è stato in grado di trovare qualsiasi preoccupazioni per la sicurezza per la salute in questo composto. La plastica-fango non è però ancora abbastanza perfezionata. I ricercatori hanno bisogno ancora di ulteriori studi, ma sono ottimisti.
10 novità ecologiche
I cosiddetti “Green Building” sono una delle chiavi per la ripresa economica. Non solo è un modo migliore per fare affari, ma è una novità importante nel campo ecologico. Si genera innovazione, si migliorano gli standard di efficienza, la gente è più felice e più sana e crea nuovi posti di lavoro verdi.
In molti conosceranno già queste novità verdi, specialmente per chi si interessa di ecologia, ma per tutti, proviamo a riassumere quali saranno le novità commerciali migliori che ci aspettano per quest’anno appena cominciato.
1. Pareti verdi: i tetti verdi sono stati di gran moda nel 2009, e il loro numero continuerà a crescere, ma perché fermarsi qui? Integrare le pareti verdi nella progettazione di un edificio crea ulteriori opportunità di cogliere i benefici delle superfici “vegetali”. Si ottiene così un aggiunta di isolamento; riduzione del deflusso delle acque piovane; assorbimento degli agenti inquinanti; habitat naturale per gli uccelli, api e farfalle, e riduzione del rumore esterno.
2. Edifici ecologici: più completi rispetto a quelli che ottengono il certificato LEED Platinum e vanno oltre le emissioni zero. I Living Building Challenge hanno il più alto standard di sostenibilità ambientale per gli edifici. Il funzionamento è naturale, ha sistemi auto-sufficienti, e sono un’evoluzione di quelli presenti già oggi.
3. Riqualificazione energetica: migliore efficienza energetica non solo per i nuovi edifici, ma una ristrutturazione anche per quelli già esistenti.
4. Miglioramento qualità dell’aria indoor: i nuovi requisiti per il rimodellamento delle strutture possono ridurre gli effetti nocivi sui bambini e adulti della cattiva qualità dell’aria, preservando da malattie come l’asma e problemi respiratori, dovuti nella maggior parte dei casi all’aria viziata che c’è in casa.
5. Quartieri verdi: un singolo edificio verde è grandioso, ma ancora una volta, perché fermarsi qui? E’ il momento di far diventare verde l’intero quartiere. Dei nuovi progetti orientati allo sviluppo di aree verdi estenderà i principi degli edifici ecologici a tutto il quartiere, rendendo più vivibili anche le grigie strade asfaltate.
6. Moduli ecologici: gli alloggi modulari comportano diversi vantaggi, dal risparmio monetario, al ridotto materiale di scarto, fino al minor tempo di costruzione. Tali alloggi possono essere costruiti con principi ecologici, per dare un’accelerata ai Green Building del 2010.
7. LED: le luci delle attività commerciali o delle case diventeranno sempre più LED nel 2010. I problemi precedenti nella progettazione e distribuzione sono stati corretti. E anche se le luci a LED sono ancora un po’ costose, chi le usa sa che dureranno di più rispetto alle altre e comporteranno un risparmio sulla bolletta.
8. Etichettature ambientali: Come le etichette nutrizionali sui prodotti alimentari, le etichette sulla bioedilizia offrono dati facili da comprendere e parametri di rendimento per i materiali da costruzione.
9. Migliori performance edilizie: Abbiamo visto la modellazione di edifici verdi, ora vogliamo vedere qualche risultato. Nel 2010, ci aspettiamo di vedere agevolazioni per le case verdi, risparmio sui costi, benefici per la salute ed incremento del valore degli investimenti a lungo termine.
10. L’aggiornamento delle norme comunitarie e per i proprietari di case: le norme che ostacolano i comportamenti eco-friendly verranno rovesciate: il bucato verrà steso sempre più sui fili al vento, verranno reintrodotti i tetti bianchi, i bidoni per la raccolta del compost e altre tipologie di comportamento civile ecologico saranno favorite.
In molti conosceranno già queste novità verdi, specialmente per chi si interessa di ecologia, ma per tutti, proviamo a riassumere quali saranno le novità commerciali migliori che ci aspettano per quest’anno appena cominciato.
1. Pareti verdi: i tetti verdi sono stati di gran moda nel 2009, e il loro numero continuerà a crescere, ma perché fermarsi qui? Integrare le pareti verdi nella progettazione di un edificio crea ulteriori opportunità di cogliere i benefici delle superfici “vegetali”. Si ottiene così un aggiunta di isolamento; riduzione del deflusso delle acque piovane; assorbimento degli agenti inquinanti; habitat naturale per gli uccelli, api e farfalle, e riduzione del rumore esterno.
2. Edifici ecologici: più completi rispetto a quelli che ottengono il certificato LEED Platinum e vanno oltre le emissioni zero. I Living Building Challenge hanno il più alto standard di sostenibilità ambientale per gli edifici. Il funzionamento è naturale, ha sistemi auto-sufficienti, e sono un’evoluzione di quelli presenti già oggi.
3. Riqualificazione energetica: migliore efficienza energetica non solo per i nuovi edifici, ma una ristrutturazione anche per quelli già esistenti.
4. Miglioramento qualità dell’aria indoor: i nuovi requisiti per il rimodellamento delle strutture possono ridurre gli effetti nocivi sui bambini e adulti della cattiva qualità dell’aria, preservando da malattie come l’asma e problemi respiratori, dovuti nella maggior parte dei casi all’aria viziata che c’è in casa.
5. Quartieri verdi: un singolo edificio verde è grandioso, ma ancora una volta, perché fermarsi qui? E’ il momento di far diventare verde l’intero quartiere. Dei nuovi progetti orientati allo sviluppo di aree verdi estenderà i principi degli edifici ecologici a tutto il quartiere, rendendo più vivibili anche le grigie strade asfaltate.
6. Moduli ecologici: gli alloggi modulari comportano diversi vantaggi, dal risparmio monetario, al ridotto materiale di scarto, fino al minor tempo di costruzione. Tali alloggi possono essere costruiti con principi ecologici, per dare un’accelerata ai Green Building del 2010.
7. LED: le luci delle attività commerciali o delle case diventeranno sempre più LED nel 2010. I problemi precedenti nella progettazione e distribuzione sono stati corretti. E anche se le luci a LED sono ancora un po’ costose, chi le usa sa che dureranno di più rispetto alle altre e comporteranno un risparmio sulla bolletta.
8. Etichettature ambientali: Come le etichette nutrizionali sui prodotti alimentari, le etichette sulla bioedilizia offrono dati facili da comprendere e parametri di rendimento per i materiali da costruzione.
9. Migliori performance edilizie: Abbiamo visto la modellazione di edifici verdi, ora vogliamo vedere qualche risultato. Nel 2010, ci aspettiamo di vedere agevolazioni per le case verdi, risparmio sui costi, benefici per la salute ed incremento del valore degli investimenti a lungo termine.
10. L’aggiornamento delle norme comunitarie e per i proprietari di case: le norme che ostacolano i comportamenti eco-friendly verranno rovesciate: il bucato verrà steso sempre più sui fili al vento, verranno reintrodotti i tetti bianchi, i bidoni per la raccolta del compost e altre tipologie di comportamento civile ecologico saranno favorite.
mercoledì 16 dicembre 2009
FOTOGRAFIE IMLUCY E BART
martedì 15 dicembre 2009
Gatti da collezionare
Class presenterà a BEspoke la collezione di deliziosi gattini di stoffa "Kikka&Kitten" che si rinnovano ad ogni stagione vestendosi di nuovi materiali naturali e preziosi come il cachemire organico,nuovi colori e ricercati accessori.Tutte le collezioni di Kikka&Kitten sono realizzate con l'utilizzo di materiali di recupero, principalmente rigenerati da collezioni vintage o fine-collezioni.
martedì 1 dicembre 2009
Va in pensione la vecchia lampadina e Ingo Maurer fa la rivoluzione
Il caro vecchio bulbo di vetro con il filamento di tungsteno, dopo oltre un secolo di servizio, viene messo in pensione da una legge europea.
Dal primo settembre scorso sono infatti sparite le lampadine trasparenti da 100 W e oltre, e tutte quelle bianche.
Poi via via si arriverà al bando totale nel settembre 2012.
I sostituti sono già in commercio: lampadine fluorescenti e Led, ai quali tra qualche anno si aggiungeranno anche gli Oled (usano semiconduttori organici al posto di un semiconduttore costituito da cristalli inorganici, che permettono di creare fogli luminosi spessi pochi millimetri ed emettono una luce soffusa).
Molti addetti ai lavori contestano la necessità, la modalità e persino la reale convenienza in termini ambientali della norma europea. Il designer Ingo Maurer che ha fatto della lampadina classica un pilastro delle sue più famose creazioni, come Luccellino e Birds Birds Birds, è forse il più accanito oppositore al bando.
Non si rassegna al diktat e consiglia esplicitamente un atto di disobbedienza civile: la creazione di scorte personali di lampadine a incandescenza www.ingo-maurer.com.
Intanto sta lavorando a un nuovo tipo di lampadina, chiamato Wonderlux: ha la forma di un tradizionale bulbo, ma al posto del filamento di tungsteno contiene un Led nascosto nel portalampada.
Dal primo settembre scorso sono infatti sparite le lampadine trasparenti da 100 W e oltre, e tutte quelle bianche.
Poi via via si arriverà al bando totale nel settembre 2012.
I sostituti sono già in commercio: lampadine fluorescenti e Led, ai quali tra qualche anno si aggiungeranno anche gli Oled (usano semiconduttori organici al posto di un semiconduttore costituito da cristalli inorganici, che permettono di creare fogli luminosi spessi pochi millimetri ed emettono una luce soffusa).
Molti addetti ai lavori contestano la necessità, la modalità e persino la reale convenienza in termini ambientali della norma europea. Il designer Ingo Maurer che ha fatto della lampadina classica un pilastro delle sue più famose creazioni, come Luccellino e Birds Birds Birds, è forse il più accanito oppositore al bando.
Non si rassegna al diktat e consiglia esplicitamente un atto di disobbedienza civile: la creazione di scorte personali di lampadine a incandescenza www.ingo-maurer.com.
Intanto sta lavorando a un nuovo tipo di lampadina, chiamato Wonderlux: ha la forma di un tradizionale bulbo, ma al posto del filamento di tungsteno contiene un Led nascosto nel portalampada.
Bottiglie di plastica tossiche
Bottiglie e imballaggi di plastica sono responsabili non solo di trasformarsi in rifiuti inquinanti e di comportare alti consumi di petrolio: negli USA e in Canada desta preoccupazione una sostanza chimica in esse contenute, il bisfenolo A (o bpa).
Già oggetto ciclicamente di vari allarmi, il bisfenolo A si usa nella produzione del policarbonato, un tipo di plastica largamente usato per gli imballaggi dell’industria alimentare: dai biberon alle stoviglie, dalle bottiglie al rivestimento interno delle lattine.
Su questa sostanza sono stati compiuti recentemente nuovi studi, promossi dai National Institutes of Health degli Stati Uniti nell’ambito dell’NPA(National Toxicology Program). Test su roditori hanno evidenziato come il bpa abbia effetti molto pericolosi: interferendo con il nostro sistema ormonale (si comporterebbe, di fatto, come un estrogeno), il bpa può dare problemi neurologici, accelerare la pubertà, e anche comportare un aumento dei tumori al seno e alla prostata.
Gli studi continueranno su due fronti: la determinazione del dosaggio nocivo di questa sostanza per l’uomo, e l’effettiva possibilità che essa possa passare dagli imballaggi agli alimenti, e quindi nell’organismo umano.
Dal 2006 nell’Unione Europea la soglia massima di esposizione giornaliera tollerabile al bisfenolo A è stata fissata in 0,05 milligrammi per ogni kg di peso corporeo; e mentre negli Usa è stato chiesto alla Food and Drug Administration di rivedere le sue posizioni sul bpa, in Canada il Ministero della Salute è intenzionato a rivalutare i limiti previsti per l’utilizzo di questa sostanza, bandendola specialmente dalle plastiche usate per i biberon.
Al momento in Europa e in Italia le autorità che vigilano sulla sicurezza alimentare, a partire dall’EFSA (European Food Safety Authority)continuano a ritenere che l’allarme per ora sia ingiustificato: anche i bambini piccoli che consumano latte da biberon di plastica, ovvero gli individui più esposti al bisfenolo A (che verrebbe rilasciato in quantità maggiori se in contatto con liquidi molto caldi), assorbirebbero una quantità di sostanza comunque di molto al di sotto dei limiti tollerati.
In base ai dati scientifici in possesso delle autorità, dunque, il consumatore può stare tranquillo: ma per sgombrare il campo da qualsiasi preoccupazione di certo non fa male preferire ai contenitori di plastica quelli in vetro, specialmente se si tratta dell’alimentazione dei piccolissimi. Un altro consiglio dettato dal buon senso è di non esporre i contenitori di plastica ad alte temperature, e di leggere sempre le etichette che dovrebbero indicare qual è la massima temperatura sopportata dalla plastica utilizzata.
Infine, vale sempre la pena di considerare un cambiamento nelle nostre abitudini di consumatori: poiché l’inquinamento provocato dai rifiuti plastici è comunque un argomento molto più critico rispetto alle diatribe sulla pericolosità del bisfenolo A, ricordiamoci che moderarci nell’acquisto di imballaggi di plastica, preferendo contenitori di vetro e riutilizzabili, fa comunque bene alla nostra salute perché incide significativamente sul contenimento dei danni ambientali.
Già oggetto ciclicamente di vari allarmi, il bisfenolo A si usa nella produzione del policarbonato, un tipo di plastica largamente usato per gli imballaggi dell’industria alimentare: dai biberon alle stoviglie, dalle bottiglie al rivestimento interno delle lattine.
Su questa sostanza sono stati compiuti recentemente nuovi studi, promossi dai National Institutes of Health degli Stati Uniti nell’ambito dell’NPA(National Toxicology Program). Test su roditori hanno evidenziato come il bpa abbia effetti molto pericolosi: interferendo con il nostro sistema ormonale (si comporterebbe, di fatto, come un estrogeno), il bpa può dare problemi neurologici, accelerare la pubertà, e anche comportare un aumento dei tumori al seno e alla prostata.
Gli studi continueranno su due fronti: la determinazione del dosaggio nocivo di questa sostanza per l’uomo, e l’effettiva possibilità che essa possa passare dagli imballaggi agli alimenti, e quindi nell’organismo umano.
Dal 2006 nell’Unione Europea la soglia massima di esposizione giornaliera tollerabile al bisfenolo A è stata fissata in 0,05 milligrammi per ogni kg di peso corporeo; e mentre negli Usa è stato chiesto alla Food and Drug Administration di rivedere le sue posizioni sul bpa, in Canada il Ministero della Salute è intenzionato a rivalutare i limiti previsti per l’utilizzo di questa sostanza, bandendola specialmente dalle plastiche usate per i biberon.
Al momento in Europa e in Italia le autorità che vigilano sulla sicurezza alimentare, a partire dall’EFSA (European Food Safety Authority)continuano a ritenere che l’allarme per ora sia ingiustificato: anche i bambini piccoli che consumano latte da biberon di plastica, ovvero gli individui più esposti al bisfenolo A (che verrebbe rilasciato in quantità maggiori se in contatto con liquidi molto caldi), assorbirebbero una quantità di sostanza comunque di molto al di sotto dei limiti tollerati.
In base ai dati scientifici in possesso delle autorità, dunque, il consumatore può stare tranquillo: ma per sgombrare il campo da qualsiasi preoccupazione di certo non fa male preferire ai contenitori di plastica quelli in vetro, specialmente se si tratta dell’alimentazione dei piccolissimi. Un altro consiglio dettato dal buon senso è di non esporre i contenitori di plastica ad alte temperature, e di leggere sempre le etichette che dovrebbero indicare qual è la massima temperatura sopportata dalla plastica utilizzata.
Infine, vale sempre la pena di considerare un cambiamento nelle nostre abitudini di consumatori: poiché l’inquinamento provocato dai rifiuti plastici è comunque un argomento molto più critico rispetto alle diatribe sulla pericolosità del bisfenolo A, ricordiamoci che moderarci nell’acquisto di imballaggi di plastica, preferendo contenitori di vetro e riutilizzabili, fa comunque bene alla nostra salute perché incide significativamente sul contenimento dei danni ambientali.
(fonte iriscasa.it)
Risparmiare l’acqua a casa
Per comprendere meglio l’importanza dell’acqua nella vita di tutti i giorni riporto qui di seguito alcuni esempi di consumi idrici civili:
- da un rubinetto aperto escono 12 litri di acqua al minuto;
- con un rubinetto che perde si possono sprecare dai 30 ai 100 litri di acqua al giorno;
- per una doccia di 5 minuti occorrono 60 litri;
- per un bagno oltre 100 litri;
- per lavarsi i denti servono 30 litri di acqua ogni 5 minuti.
E’ su questi presupposti che scienziati, designer, architetti di tutto il mondo hanno dato vita a tecnologiche che permettono di ottenere un risparmio consistente nell’uso dell’acqua. Il più delle volte vengono ideati meccanismi molto semplici che permettono di dimezzano i consumi di acqua corrente, nonchè la riutilizzazione della stessa, come nel caso del Lavabo Abisko.
Ispirato alle cascate svedesi del Parco Nazionale dell’Abisko, dal quale prende il nome, il lavabo è stato progettato per mostrare il flusso naturale delle acque, nonchè per riciclare l’acqua, elemento prezioso per la vita.
Come si può notare dalle immagini, l’acqua che sgorga dal rubinetto confluisce nel lavabo scivolando lungo il percorso verso terra, dove trova rifugio in un serbatoio.
L’acqua del serbatoio viene a sua volta usata per lo scarico del bagno, così oltre all’estetica si ha funzionalità e risparmio.
- da un rubinetto aperto escono 12 litri di acqua al minuto;
- con un rubinetto che perde si possono sprecare dai 30 ai 100 litri di acqua al giorno;
- per una doccia di 5 minuti occorrono 60 litri;
- per un bagno oltre 100 litri;
- per lavarsi i denti servono 30 litri di acqua ogni 5 minuti.
E’ su questi presupposti che scienziati, designer, architetti di tutto il mondo hanno dato vita a tecnologiche che permettono di ottenere un risparmio consistente nell’uso dell’acqua. Il più delle volte vengono ideati meccanismi molto semplici che permettono di dimezzano i consumi di acqua corrente, nonchè la riutilizzazione della stessa, come nel caso del Lavabo Abisko.
Ispirato alle cascate svedesi del Parco Nazionale dell’Abisko, dal quale prende il nome, il lavabo è stato progettato per mostrare il flusso naturale delle acque, nonchè per riciclare l’acqua, elemento prezioso per la vita.
Come si può notare dalle immagini, l’acqua che sgorga dal rubinetto confluisce nel lavabo scivolando lungo il percorso verso terra, dove trova rifugio in un serbatoio.
L’acqua del serbatoio viene a sua volta usata per lo scarico del bagno, così oltre all’estetica si ha funzionalità e risparmio.
lunedì 30 novembre 2009
Thanko presenta l'astuccio disinfettante per spazzolino a raggi UV
Vivendo in tempi di grande allarmismo riguardante la sfera della salute a causa del diffonderesi dell’influenza A, potrà sicuramente essere da molti apprezzato questo astuccio disinfettante per spazzolini da denti, ideato da Thanko.
L’igienizzazione avviene tramite l’utilizzo di raggi UV, lo strumento è pratico da portarsi dietro grazie alle sue dimensioni compatte di 208 x 23 x 49 millimetri e per funzionare necessita di due porte USB oppure, in alternativa, di batterie del tipo AAA.
Potete effettuare l’acquisto qui per ¥ 3580, grossomodo corrispondenti a 27 euro.
domenica 29 novembre 2009
Crisi a Dubai per gli investitori VIP
A Dubai le cose non vanno bene: il paradiso del lusso rischia una caduta libera e con esso, la rischiano anche molte star che hanno investito in case di lusso sull’isola più ricca del pianeta.
Molte le stelle del calcio che potrebbero essere coinvolte nel tracollo, come David Beckham, David Jones, Michael Owen, Kieron Dyer e Andi Cole. Ma ci sono anche nomi famosi del mondo cinematografico e della moda, come Brad Pitt e Angelina Jolie, Naomi Campbell e Denzel Washington.
Per Brad Pitt la questione è anche più grave: il suo progetto relativo alla costruzione di un hotel di gran lusso da 800 stanze a Dubai, è stato infatti per ora interrotto proprio a causa di questa crisi finanziaria.
Molte le stelle del calcio che potrebbero essere coinvolte nel tracollo, come David Beckham, David Jones, Michael Owen, Kieron Dyer e Andi Cole. Ma ci sono anche nomi famosi del mondo cinematografico e della moda, come Brad Pitt e Angelina Jolie, Naomi Campbell e Denzel Washington.
Per Brad Pitt la questione è anche più grave: il suo progetto relativo alla costruzione di un hotel di gran lusso da 800 stanze a Dubai, è stato infatti per ora interrotto proprio a causa di questa crisi finanziaria.
Ctrl-Alt-Del Soft Reboot Cup Set, le tazze geek
geek: il Ctrl-Alt-Del Soft Reboot Cup Set è un set di tazze completo di vassoio, ispirato al famoso (e sempre utilissimo) trio di tasti Ctrl-Alt-Del.
Il vassoio riproduce un vero e proprio circuito, mentre le tazze per essere identificate come la “gigantografia” dei tasti Ctrl-Alt-Del devono essere riposte capovolte.
Il Ctrl-Alt-Del Soft Reboot Cup Set, che in fondo presenta un bel design, costa 19 dollari.
JCDC Pop Hours, l'orologio ispirtato dai Lego
Quasi i tutti gli ingegneri da piccoli giocavano con le Lego. Tra una costruzione e l’altra, di solito, cresce la voglia di costruire cose sempre più grandi fino a diventare ingegneri edili. Ma come si può distinguere questo piccolo esercito di appassionati? JCDC prova a dare la risposta attraverso il Pop Hours.
Si tratta di un orologio il cui design si rifà alle classiche costruzioni Lego con tanto di colori base. La parte hardware del sistema digitale si rifà ai classici modelli Casio. Al momento non si hanno informazioni su prezzo e disponibilità.
Si tratta di un orologio il cui design si rifà alle classiche costruzioni Lego con tanto di colori base. La parte hardware del sistema digitale si rifà ai classici modelli Casio. Al momento non si hanno informazioni su prezzo e disponibilità.
MOOD CHAIR, sedia che svela il vostro umore
Mood Chair, una sedia in grado, a quanto pare, di cambiare il colore della sua base a seconda dello stato d’animo di chi ne usufruisce.
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