mercoledì 11 agosto 2010

Proprietà benefiche dell’ Arnica


Per alcuni il nome “arnica” deriva dal greco “ptarmicòs“, letteralmente “starnutatorio”, infatti radici e fiori emanano un intenso profumo aromatico che può provocare lo starnuto; altri invece fanno derivare il nome dal greco “arnakis” che vuol dire “di pelle d’agnello”, alludendo alla particolare tessitura delicata delle foglie, glabre nella pagina inferiore e pubescenti (ovvero ricoperte di fitta e corta peluria) sulla pagina superiore.
L’Arnica (Arnica montana L.) è chiamata in Italia anche col nome popolare “Tabacco di montagna”, in Francia “Tabac des Vosges”, in Inghilterra “Mountain snuff” o “Mountain tobacco”, perché le popolazioni delle zone montane, in cui l’Arnica prospera, la utilizzavano come tabacco da fiuto dopo averla essiccata e polverizzata.
L’arnica è davvero un “farmaco” straordinario per la cura post trauma. Può essere usata per coadiuvare le terapie post incidente; può aiutare i trattamenti acuti e cronici anche a lungo termine, ma i migliori benefici si hanno nel contrastare gli shock e i traumi. Dona un immediato soccorso per le contusioni, le ferite e aiuta a riassorbire edemi e versamenti ematici.
A questa pianta sono riconosciute proprietà antinfiammatorie, analgesiche, antiecchimotiche. Ne è consigliato solo l’uso esterno. Viene utilizzata quindi per applicazioni locali sotto forma di crema in caso di contusioni, ecchimosi, edemi da frattura, ematomi, distorsioni, dolori muscolari e articolari. L’applicazione è consentita solo su pelle integra che non presenti abrasioni o tagli, poiché potrebbe indurre dermatiti pruriginose.
L’arnica omeopatica ha benefici effetti sull’artrite postraumatica, le malattie neurologiche e la depressione. Per le mamme in gestazione, l’arnica omeopatica aiuta a ridurre i dolori, facilita il parto, riduce le perdite ematiche.
L’arnica viene sconsigliata per uso interno, perché in dosi non controllate può provocare scompensi cardiaci, vertigine e vomito. Le dosi omeopatiche sono invece più sicure, poiché utilizzano dosi minime.

Argan, un olio dalle proprietà benefiche

L’Argan (Argania spinosa o Argania sideroxylon) è un albero diffuso negli ambienti desertici che caratterizzano il sud ovest del Marocco. Nonostante la scarsità di acqua nel sottosuolo, l’albero è molto longevo e può arrivare fino a 150-200 anni di età.
La pianta produce bacche di colore verde un po’ più grandi di una normale oliva e al suo interno contiene un nocciolo particolarmente duro che a sua volta racchiude due o più mandorle da cui si estrae il famoso olio d’Argam, un olio utilizzato da sempre dalle popolazioni Berbere come ottimo alimento dal vago sapore di nocciola.
Da un punto di vista nutrizionale questo olio ricalca le caratteristiche del nostro olio d’oliva e grazie a tale somiglianza incorpora tutti i benefici propri del condimento tipico della dieta mediterranea. L’olio d’Argan contribuisce a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo cattivo, è ricco di antiossidanti (come i tocoferoli - vitamina E), ma ha un basso contenuto di acido alfa linolenico (omega-tre), caratteristica peraltro comune all’olio d’oliva.
Per il ridotto contenuto di acidi grassi polinsaturi si conserva abbastanza bene potrebbe essere anche utilizzato per le fritture, ma l’elevato costo (50 euro al litro), dovuto al laborioso processo di lavorazione, non lo rende particolarmente adatto.
L’olio di Argan possiede interessanti proprietà officinali: ha un altissimo contenuto di acidi grassi essenziali, dei quali sono prevalenti l’acido oleico e l’acido linoleico, oltre a flavonoidi, carotenoidi e xantofille, molecole antiossidanti che gli conferiscono una elevata stabilità contro i processi ossidativi e che ne fanno una valida protezione contro i radicali liberi.

Tra le proprietà benefiche, quindi, si annoverano: l’antiossidante, antiradicalico, costituisce una valida protezione contro lo stress ossidativo.
In Europa l’uso prevalente è quello cosmetico, per la cura della pelle del viso, del corpo e dei capelli, per la sua spiccata azione nutriente, idratante, anti-aging. Questo olio è molto fluido e non untuoso, pertanto utile per prevenire e contrastare la senescenza della pelle del viso, del collo, del décolleté e di tutto il corpo; è indicato per capelli secchi, fini, sfibrati, privi di corpo e lucentezza, a cui dona morbidezza, elasticità e vigore.
Garantisce una valida azione anti-età, una protezione contro i radicali liberi e, con la maggiore ossigenazione che stimola a livello cellulare, è di valido aiuto contro il rilassamento cutaneo, dona alla pelle vitalità e tono, conferendole compattezza. Utile in caso di eczema, arrossamenti della pelle, piccole ustioni, labbra screpolate.

lunedì 9 agosto 2010

ESEMPI DI VITA Matthew Mitcham




Matthew Mitcham (Brisbane, 2 marzo 1988) è un tuffatore australiano. Oltre ad aver vinto una medaglia d'oro nella piattaforma 10 metri ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, è noto anche per essere stato il primo tuffatore australiano gay dichiarato a partecipare alle Olimpiadi
Ha iniziato l'attività agonistica nel mondo dei tuffi nel 1999 a soli undici anni dedicandosi sia alla piattaforma che al trampolino. Il suo primo allenatore è stato il cinese Wang Tong Xiang. Ha ottenuto discreti risultati a livello giovanile e presto ha guadagnato la maglia della nazionale australiana.
Nel 2005 ha partecipato all'Australian Youth Olympic Festival classificandosi secondo dal trampolino un metro e vincendo in coppia con Scott Robertson il sincro da tre e dieci metri.
Nel 2006 ha partecipato ai mondiali di Changshu in Cina e ha ottenuto degli ottimi piazzamenti (5º, 6º e 7º posto) qualificandosi per la finale nelle specialità da 10, 3 e 1 metro.
Dopo sette anni è costretto a lasciare lo sport perché colpito da depressione. Il suo ritiro però è breve e non appena in attività rientra subito nel giro della nazionale allenata da Chava Sobrino.
Nel 2008 dalla piattaforma 10 metri è giunto quinto nella Coppa del Mondo disputata nella capitale cinese. Nello stesso anno ha vinto la medaglia d'oro dal trampolino 10 metri al FINA Diving Grand Prix che si è disputato a Fort Lauderdale negli Stati Uniti d'America. Nel giugno 2008 in un'intervista al The Sydney Mornig Herald ha dichiarato al grande pubblico la propria omosessualità attirando su se stesso l'attenzione della stampa internazionale decisa nel sottolineare come Mitcham sia l'unico omosessuale dichiarato di sesso maschile a partecipare ai XXIX Giochi Olimpici estivi
Grazie a questi risultati si è qualificato per le Olimpiadi di Pechino 2008. Ha dichiarato di avere come mito il grande tuffatore statunitense Greg Louganis.
Nelle competizioni a cinque cerchi è stato eliminato in semifinale nella specialità del trampolino 3 metri giungendo sedicesimo avanti al russo Aleksandr Dobroskok argento alle Olimpiadi di Sidney del 2000.
Nel concorso della piattaforma 10 metri ha vinto la medaglia d'oro totalizzando 537,95 punti in finale. Nell'ultima serie di tuffi ha recuperato 34 punti di distacco dall'atleta di casa Zhou Luxin che ha chiuso con una medaglia d'argento con 533,15 punti. Il tuffo finale, con coefficiente di difficoltà 3,8, è stato valutato 112,10 punti. Alle sue spalle ha mantenuto anche Gleb Galperin. Il russo, campione del mondo in carica, ha chiuso terzo con 525,80 punti.
Vincendo l'oro al Centro Acquatico Nazionale di Pechino (o Water Cube) è riuscito ad impedire alla Cina di vincere 8 ori su 8 nei tuffi, divenendo in tal modo l'unico tuffatore non cinese a salire sul gradino più alto del podio. È il primo australiano a vincere un oro nella disciplina dal 1924.
Al termine della gara olimpica, negli Stati Uniti, la NBC - National Broadcasting Company ha censurato alcune immagini di esultanza di Mitcham con il suo fidanzato Lachlan Fletcher. Questo comportamento omofobo del Network è stato duramente criticato. Il presidente della NBC Gary Zenkel in seguito ha manifestato il proprio dispiacere per l'accaduto precisando di aver perso un'opportunità non raccontando la storia di Mitcham.
Le Poste Australiane nel 2008 hanno emesso un francobollo con il suo volto per commemorare la vittoria dell'oro olimpico.
Nel 2009 ai campionati mondiali di nuoto di Roma ha vinto la medaglia di bronzo nel trampolino 1 metro chiudendo a 440,20 punti alle spalle dei cinesi Qin Kai (449,00) e Xinhua Zhang (445,90).
Nella piattaforma 10 metri ha chiuso al quarto posto con 529,50 punti. La medaglia è sfuggita per pochi punti dopo un errore nell'ultimo tuffo. Meglio di lui hanno fatto il giovane britannico Thomas Daley con 539,85 punti e i cinesi Qiu Bo (532,20) e Zhou Luxin (530,55).
Nel trampolino 3 metri si è qualificato per la finale e con 431.30 è giunto al nono posto.
Nel 2010 ha partecipato ai VII Gay Games di Colonia.

Cazwell Ice Cream Truck

Ice Cream Truck è una canzone molto divertente del rapper Cazwell

CIOCCOLATA DA SNIFFARE


Cioccolato a volontà senza aumentare di peso di nemmeno un etto. Un sogno? Forse non del tutto: in America è stato infatti inventato uno speciale inalatore in grado di farci sniffare l’odore dei nostri cibi preferiti, regalando un senso di sazietà, senza però per questo doverli ingerire e quindi metabolizzare, con tutto quello che questo comporta per gli alimenti golosi come il cioccolato.
Disponibile in America, al costo modico di un dollaro e mezzo, Le Whif, così si chiama il gadget dei golosi utilizzabile varie volte, è stato realizzato da David Edwards, docente della prestigiosa università di Harvard.
Per ora i gusti di cioccolato disponibili sono quattro: al mirtillo, alla menta, al mango e semplice. Le particelle di polvere aromatizzata sono troppo grandi per penetrare nel sistema respiratorio  e finire nei polmoni durante l’inalazione, o almeno così rassicurano i produttori.

RESISTERE ALLE TENTAZIONI



Proprio non volete cedere alla tentazione di fumare o di mangiare un’altra fetta di torta? Per far cessare il tormento basta avere un pensiero felice. A dimostrarlo una ricerca condotta dalla Rutgers University di Newark in collaborazione con la New York University, pubblicato sulla versione online di Nature Neuroscience.
Lo studio si è svolto mediante il monitoraggio dell’attività cerebrale di un gruppo di volontari nel corso di un test in cui venivano mostrati loro su uno schermo degli stimoli legati a un premio in denaro. Ad alcuni volontari è stato chiesto di evocare un’immagine rasserenante mentre guardavano le figure legate al premio, ad altri di concentrarsi invece sul premio stesso.
Dalla risonanza magnetica è emerso che nel primo gruppo l’attività cerebrale era assai più moderata che nel secondo. Secondo Mauricio Delgado, uno degli autori dello studio, evocare immagini rasserenanti o positive potrebbe rivelarsi una valida tecnica di controllo cognitivo nella lotta contro le dipendenze.

domenica 8 agosto 2010

Il riso alla provitamina A



Il riso è la pianta alimentare più importante al mondo. È il nutrimento base per oltre 2 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo. Ora ti spiego perché e come gli ingegneri genetici hanno prodotto delle piante di riso che producono nei loro chicchi la provitamina A.
250'000 bambini ciechi all'anno
Il riso mondato non contiene vitamina A. Per questo, le persone che si cibano quasi esclusivamente di riso, soffrono di carenze in vitamina A. Questo può causare sia cecità notturna che addirittura cecità totale. La mancanza di vitamina A aumenta inoltre la sensibilità alle malattie infantili, come il morbillo, la dissenteria e alcuni disturbi respiratori. Circa 124 milioni di bambini nel mondo soffrono di carenza di vitamina A, e nel solo Sud-est asiatico 250'000 bambini perdono la vista ogni anno a causa di questa carenza.
Delle piante di riso che producono provitamina A potrebbero salvare dalla morte da 1 a 2 milioni di bambini all'anno.
Provitamina A
La provitamina A viene trasformata dal nostro organismo in vitamina A. L'involucro esterno del chicco di riso contiene provitamina A. Perché allora non si mangia il riso con la buccia? Purtroppo le cose non sono così semplici.
La buccia del chicco di riso un alto tenore in oli. Stoccato in un clima tropicale il riso diventa facilmente rancido e immangiabile. Per questo motivo il riso deve essere decorticato.
Il riso decorticato ha il vantaggio di poter essere conservato senza irrancidire. L’inconveniente, però, è che con la buccia si perde anche la preziosa provitamina A.
I chicchi di riso dovrebbero produrre la provitamina A
I ricercatori del Politecnico di Zurigo e dell'Università di Friburgo (Bresgovia) hanno collaborato per produrre, con l'ingegneria genetica, delle piante di riso che producono provitamina A nei chicchi. Con i metodi tradizionali sarebbe impossibile raggiungere questo obiettivo.
I ricercatori hanno scoperto che la pianta di riso ha bisogno di tre proteine supplementari (enzimi) per poter produrre provitamina A nei chicchi. Occorreva quindi trovare i tre geni necessari, e trasferirli nella pianta.
Tre geni per il riso
Gli ingegneri genetici li hanno trovati. Due dei tre geni provengono dal narciso, mentre il terzo dal batterio Erwinia uredovora. 
Come hai visto nel capitolo “inserire un gene umano nei batteri”, molti batteri sono dotati di piccoli anelli di geni (plasmidi). Lo stesso vale per un batteri chiamato Agrobacterium tumefaciens. Quando questo batterio entra in contatto con delle cellule vegetali lesionate, una determinata sequenza del DNA del suo plasmide (T-DNA) è introdotto nella cellula vegetale. I ricercatori hanno utilizzato questa proprietà estraendo una parte del T-DNA dal plasmide, e inserendovi un gene che deve essere introdotto nella cellula della pianta.
I ricercatori del Politecnico di Zurigo hanno utilizzato l'Agrobacterium tumefaciens per introdurre nelle cellule del riso i due geni del narciso e il gene del batterio Erwinia uredovora.
Alcune delle cellule di riso hanno assunto tutti e tre i geni, e li hanno integrati in modo stabile nel loro DNA. È su queste cellule di riso geneticamente modificate (transgeniche) che i ricercatori continuano a lavorare.
Le cellule di riso transgeniche sono state trattate con ormoni specifici, in modo da rigenerare intere piante di riso. Le piante di riso transgeniche producono nei loro chicchi la provitamina A. Questa rende i chicchi di riso gialli, ed è per questo si parla di golden-rice.
La ricerca continua
Rimane ancora molto da fare. Uno degli obiettivi è di aumentare ulteriormente il contenuto di provitamina A nei chicchi di riso, per aiutare così le popolazioni dei paesi in via di sviluppo. Per questo motivo, i ricercatori svizzeri collaborano con quelli dell'Istituto Internazionale di Ricerca sul Riso delle Filippine, per trasferire la capacità di produrre provitamina A alle varietà di riso locali, adattate a quel clima e suolo. Parallelamente, è ugualmente necessario effettuare studi alimentari, e degli effetti sull'ambiente di queste piante transgeniche.

SCAMPI BUONI E DIETETICI


Lo scampo (Nephrops norvegicus) è un crostaceo simile all’astice ma di dimensioni inferiori.
Ha una forma allungata ed è di colore bianco-rosato con delle chiazze più chiare.
La parte anteriore è quella più sviluppata, con un rostro laterale seghettato su cui si trovano gli occhi; è dotato inoltre di due paia di antenne (di cui due più sviluppate) e un paio di chele robuste munite di spine, per afferrare meglio le prede.
Nella parte posteriore, formata da 6 segmenti mobili, ha invece la coda, aperta a ventaglio che lo scampo utilizza, insieme alle otto zampe, per muoversi. Vive nei fondi marini preferibilmente sabbiosi, tra i 20 e gli 800 m di profondità.
Di solito lo scampo si nasconde in delle gallerie che scava molto a fondo ed esce solo nelle ore notturne per andare a caccia di vermi di cui si nutre.
I due sessi si possono distinguere per la presenza, nel maschio, di due appendici appuntite sotto l’addome che costituiscono gli organi sessuali.
In più, generalmente, il maschio è più grande della femmina: lo scampo maschio raggiunge i 25 cm di lunghezza, mentre la femmina è lunga non più di 10-15 cm.
Spesso la richiesta di scampi è più della produzione e per questo, il prezzo di questo crostaceo può raggiungere picchi abbastanza elevati.
Lo scampo ha una carne di qualità pregiata, dal sapore delicato che non assomiglia a quello dell’astice, sebbene appartenga alla stessa famiglia.
Una varietà si scampi che si distingue dal Nephrops norvegicus è quella dello scampo del Pacifico, conosciuto anche con il nome di “gambero marino”.
■ Al momento dell'acquisto
Gli scampi vengono venduti generalmente vivi; non devono rilasciare odori forti o strani (ad esempio d’ammoniaca).
Importante è controllare che la testa non sia più scura del normale: per capire se è fresco infatti il colore deve essere uniforme, prestando particolare attenzione all’addome che diventa verdastro nel caso in cui i suoi muscoli siano ormai molli.
Inoltre gli occhi devono essere gonfi e profondi, di colore nero brillante.
■ Proprietà nutrizionali
Gli scampi hanno una composizione simile a quella tipica del pesce magro: ricchissimi di fosforo e calcio, gli scampi sono molto nutrienti per le molte proteine che contengono; hanno al contrario un ridotto contenuto di grassi e carboidrati.
Sono però sconsigliabili per chi ha un livello di colesterolo alto, in quanto, come i gamberi, hanno la caratteristica di averne un alto tasso.

venerdì 6 agosto 2010

Il Mango ricco di Oligominerali, Potassio, Zolfo, Magnesio, Fibre, Glucidi e Vitamine A e C


Il mango ci può essere di vero aiuto per la nostra salute, soprattutto durante la stagione estiva, grazie alle sue proprietà nutrizionali.
Solo una metà del frutto del mango ci assicura, infatti, il corretto apporto del 40% di vitamina A e il 15% di vitamina C delle dosi giornaliere raccomandate.
Eccellente il suo contenuto in oligominerali, dal potassio allo zolfo, al magnesio, oltre a fibre e glucidi. Per questo è un frutto energetico, ma anche digeribile, leggermente lassativo e diuretico ed è un alimento adattissimo a chi tende ad avere un po’ di ritenzione idrica.
Gli unici a cui ne è sconsigliato il consumo sono coloro che soffrono di disturbi renali e di diabete.
Questo frutto dalle origini orientali va gustato ogni giorno, per tutto il mese di Agosto; addirittura se ne consiglia il consumo di uno al giorno, in macedonia, o aggiunto in pezzi allo yogurt naturale, tenendo presente che è preferibile consumarlo maturo: in caso contrario, infatti, il sapore risulta sgradevole al nostro palato.

MOSCA TRA INCENDI E CALDO



MOSCA - Mosca si è risvegliata avvolta da una nuova fitta cappa di fumo acre e nocivo, come l'altro ieri, dopo una notte  di tuoni e lampi che ha promesso invano l'attesa pioggia. Secondo le previsioni, le temperature oggi dovrebbero raggiungere i  40 gradi. Molti abitanti indossano mascherine o fazzoletti bagnati, come consigliano le autorità sanitarie, invitando preferibilmente a restare a casa: uscire in questa situazione, avvertono, è come fumare un pacchetto di sigarette in poche ore.
La ridotta visibilità ha perturbato anche il funzionamento degli aeroporti: a Domodiedovo, ad esempio, gli aerei partono ma per l'atterraggio sono i comandanti a decidere di volta in volta, informa la portavoce dello scalo Elena Galanova. Finora sei aerei sono atterrati in altri scali moscoviti e a Kazan, 800 km a est della capitale. Gran parte della Russia centro occidentale continua intanto a bruciare da oltre due settimane a causa degli incendi delle foreste e delle torbiere, causati in gran parte da negligenza e alimentati da una lunga ondata di caldo eccezionale, la peggiore da 130 anni nel Paese.

giovedì 5 agosto 2010

SPINACI SOPRAVVALUTATI

Mangiatore accanito di spinaci, braccio di ferro è, dal 1929, il testimonial per eccellenza di questo alimento, capace di restituire vigore e forza a chi è stanco. Non a caso per gli Arabi, che lo introdussero in Europa tra il 1200 ed il 1300, lo spinacio era "il principe degli ortaggi", così come lo era per gli studiosi che ne indagarono le proprietà nutrizionali all'inizio del ventesimo secolo.
Mineralizzanti, antianemici e nutrienti, gli spinaci erano quindi l'ingrediente ideale per creare il mito della magica pozione trangugiata da braccio di ferro. La loro fama di alimenti fortemente "energetici" legata al mito di Popeye, fu tuttavia ben presto messa in discussione dalla scoperta di una sostanza antinutriente, chiamata acido ossalico, che limita fortemente la biodisponibilità dei minerali contenuti negli ortaggi a foglie verdi.
Dando un'occhiata alle tabelle nutrizionali degli alimenti, scopriamo che gli spinaci sono ricchissimi di ferro e, grazie ai loro 2,9 mg di minerale per 100 grammi di prodotto fresco, ne detengono il primato fra gli ortaggi. Purtroppo, però, pur essendo così abbondante, il 95% del ferro contenuto negli spinaci è inutilizzabile come nutriente, proprio per la presenza dell'acido ossalico. Facendo un po' di conti, alla faccia dei vegetariani più accaniti, si scopre che per assimilare l'equivalente in ferro fornito da 100 g di carne, occorre consumare più di un kg di spinaci.
Gli ossalati sono inoltre nocivi nelle forme remautiche e sono controindicati anche per chi soffre di calcoli renali (a meno che non vengano associati ad un'abbondante assunzione di liquidi), osteoporosi o per chi deve guarire da una frattura ossea (l'acido ossalico limita fortemente anche l'assorbimento di calcio).
Alla luce di questi dati sembra proprio che i creatori del famoso personaggio animato avessero preso un abbaglio. In realtà non è esattamente così.
Anche se ricchi di acido ossalico, gli spinaci rappresentano una buona fonte di vitamina C, carotenoidi, acido folico, clorofilla e luteina. L'insieme di questi micronutrienti ne esalta le proprietà antiossidanti, rendendoli un alimento particolarmente utile per la salute degli occhi, per chi soffre di aterosclerosi, per le gestanti e per l'azione protettiva nei confronti delle patologie coronariche.
Per evitare di disperdere il loro prezioso carico di micronutrienti nell'acqua di cottura, si consiglia di consumarli crudi o cotti in poca acqua bollente. Qualche goccia di succo di limone aumenterà invece la biodisponibilità del ferro contenuto negli spinaci.
                             SPINACI CRUDI    SPINACI BOLLITI
ENERGIA 31 Kcal 63 Kcal
Parte edibile 83 % 100 %
Acqua 90,1 g 75,6 g
Carboidrati 2,9 g 7,0 g
Grassi 0,7 g 1,3 g
Proteine 3,4 g 6,3 g
Fibre 1,9 g 2,1 g

INCENDIO MOSCA “FINE DEL MONDO”

MOSCA - Sale da 48 a 50 il bilancio delle vittime degli incendi che da oltre due settimane stanno devastando la  Russia europea, mentre l'ondata record di caldo afoso non sembra concedere tregua almeno sino alla fine della settimana. ''Un corpo e' stato scoperto nella regione di Nizhni Novgorod (500 km a est di Mosca), e una persona e' morta all'ospedale nella regione di Voronezh (500 km a sud est della capitale)'', ha reso noto il ministero delle situazioni di emergenza, aggiornando il conto delle vittime. Si e' intanto dissipata la fitta cappa di fumo acre e tossico che ieri aveva avvolto Mosca in una nebbia surreale, riducendo fortemente la visibilita' nelle strade e inducendo le autorita' a sconsigliare di uscire da casa, se non con la mascherina. I moscoviti sembrano soffrire parecchio questo anomalo cocktail di caldo e smog, anche perche' gran parte degli appartamenti e' priva di condizionatori. Il fenomeno, come segnalano alcuni psichiatri, ha alimentato nel 10% della popolazione l'apocalittico timore che si stia avvicinando la fine del mondo. ''Dicono che e' la punizione divina, l'inizio della fine del mondo, e i loro discorsi alimentano un sacco di voci'', spiega Zurab Keklidze, del noto centro nazionale psichiatrico Serbski. C'e' anche chi crede che il caldo sia stato provocato da sofisticate armi climatiche, come Andrei Areshev, vice capo della fondazione Cultura strategica: tesi che fa breccia tra molti russi, soprattutto tra gli anziani, che non faticano ad addossare la colpa ai soliti americani. Il capo medico-sanitario russo, Ghennadi Onishenko, ha intanto ipotizzato, nel caso la situazione non migliorasse, uno slittamento dell'anno scolastico, che tradizionalmente in Russia inizia il primo settembre.

                                                           FONTE: ANSA

mercoledì 4 agosto 2010

INCENDI A MOSCA

(AGI) - Mosca, 4 ago. - Il presidente russo, Dmitry Medvedev, ha licenziato alcuni alti ufficiali accusati di non essere riusciti a coordinare le operazioni per spegnere gli incendi che da una settimana stanno devastando diverse regioni della Russia.
  Medvedev ha interrotto le sue vacanze nel resort di Sochi, sul Mar Nero, ed e' tornato a Mosca per presiedere una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza nazionale. Il presidente russo ha inviato un avvertimento formale al capo della marina, l'ammiraglio Vladimir Vysotsky, e al suo vice, Alexander Tatarinov, per "incompleta responsabilita' professionale" nell'affrontare i roghi. Le fiamme dalle campagne hanno raggiunto la base navale logistica di Kolomna, a sudest di Mosca, distruggendo gli uffici, i depositi e gli equipaggiamenti. Il danno e' stato enorme. "Ordino al ministro della Difesa di licenziare un gran numero di ufficiali per violazioni disciplinari", ha avvertito Medvedev. Tra i licenziati ci sono grossi nomi, tra cui il capo della divisione logistica della Marina, Sergei Sergeyev, e il capo dell'aviazione della Marina, Nikolai Kuklev. "Se eventi simili dovessero accadere in altri posti e dipartimenti, agiro' allo stesso modo, senza pieta'", ha assicurato Medvedev.
  Il ministro delle Emergenze ha riferito che nelle ultime 24 ore sono scoppiati altri 403 nuovi incendi, mentre 293 sono stati spenti. Sono 520 i roghi che infuriano ancora in Russia, su un'area totale di 188.525 ettari. Finora le vittime sono 48.

Non sono solito a pubblicare questo tipo di notizie ma vedendo delle fotografie di amici che abitano nel cuore di Mosca con mascherine per coprirsi dal fumo mi ha destato un pò di preoccupazione.

martedì 3 agosto 2010

L’ORZO al posto del caffè


E’ qualche mese che ho smesso di bere il caffè, non l’avrei mai detto visto il mio uso sconsiderato (6/7 al giorno) ma alla fine ho deciso di darci un taglio e di iniziare con un “metadone”.
L’orzo è un cereale antichissimo, tra i primi ad essere coltivati dall’uomo. Proviene dall’Asia, ma è coltivato molto in Italia. Ippocrate, il padre della medicina, lo riteneva un alimento ottimo per la digestione e con un alto valore energetico. Pare che ne facevano largo uso i gladiatori, che erano anche soprannominati hordearii, ossia mangiatori d’orzo. Questo cereale è molto nutriente, perché contiene una grande quantità di amido, fonte di energia facilmente assimilabile. Apporta inoltre la stessa quantità di proteine e del frumento e una buona quota di vitamine B1 e B2 e di oligoelementi.
Si può consumare in molti modi diversi, tutti utili all’organismo. Le zuppe sono rinvigorenti e hanno un’azione rinfrescante, favorendo inoltre la concentrazione mentale. Il decotto d’orzo è utile per i disturbi di fegato, all’intestino e allo stomaco. Se ne dovrebbero bere 4 o 5 tazze al giorno, per sfruttare le sue proprietà di lassativo, digestivo, antinfiammatorio, ricostituente, e rimineralizzante.
L’orzo tostato dovrebbe diventare un sostituto del caffè, sopratutto se si è abituati a berne tanto durante tutta la giornata. Il caffè non è un buon digestivo, al contrario di quel che si pensa, l’orzo invece agisce sull’apparato digerente e favorisce l’assorbimento delle sostanze nutritive, oltre a contenere un alta percentuale di fosforo, utile a coloro che svolgono un lavoro intellettuale e che tendono all’eccitabilità e allo stres. Sebbene non abbia lo stesso gusto del caffè varebbe la pena di fare uno sforzo e provare a iniziare la giornata in compagnia dell’orzo.
L’orzo si trova in due tipologie differenti: quello mondo e quello perlato. Il primo si ottiene pulendo il chicco dalle glumelle esterne e conserva le sue proprietà vitali, con le vitamine, i grassi, i sali minerali e le proteine presenti negli strati esterni del chicco. Dall’eliminazione di questi strati mediante un processo che si chiama perlatura si ottiene, l’orzo perlato. Il chicco dell’orzo perlato è bianco come il riso, e non conserva le sostanze nutritive. Questo tipo d’orzo è più facilmente reperibile e ha dei tempi di cottura molto brevi, al contrario dell’orzo mondo, che contiene più fibre e vitamine e meno calorie.
Secondo alcuni studi, il costante consumo d’orzo previene la iperglicemia, una sostanza che rallenta l’assorbimento dei carboidrati abbassando il tasso glicemico.

COSA MANGIARE PER GLI ADDOMINALI

Se i nostri addominali abbiano una forma scolpita o siano semplicemente muscoli allenati, non è importante, meglio per voi se avete l'addome scolpito come la classica tartaruga! Spesso il fisico dipende anche dalla predisposizione genetica, vi sono persone che non hanno bisogno di fare grandi movimenti o di impegnarsi duramente, e che basta mangino bene e svolgano un'attività fisica i muscoli già sono tesi e sodi, strutturati e "striati"... Vi sono altri che devono lavorare e lavorare. Dieta Addominali: Più stress = più grasso 








Ma perché spesso il grasso si deposita più facilmente nella fascia addominale? Intanto, il grasso nella zona addominale funziona diversamente rispetto al grasso in altre parti del corpo. In questa zona vi è un maggior apporto di sangue così come maggiore ricezione di cortisolo, un ormone dello stress. Un aumento dei livelli di cortisolo avviene quando si è sotto costante stress. Con un elevato stress e, di conseguenza, elevati livelli di cortisolo, si accumula e deposita più grasso presso la zona addominale.
In breve, l'intera questione del grasso addominale va ben al di là di come si è in bikini: Il grasso alla vita - quello che i ricercatori chiamano obesità centrale - è associato a più alti tassi di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e alcuni tipi di tumore. E mentre è vero che l'ereditarietà gioca un ruolo, la genetica rappresenta solo il 25-55% della tendenza a sviluppare gravi malattie associate al grasso addominale - il resto è lo stile di vita e la dieta!
Una ricerca presso l'Università della California, San Francisco sta dimostrando che nonostante la sottigliezza di un fisico, se esso ha costanti livelli di stress elevati, il grasso aumenterà. Questo accade a coloro che secernono più cortisolo in risposta allo stress. Aumenta il volume del grasso centrale, indipendentemente dal peso corporeo.
La dieta migliore per perdere "ciccia" dall'addome

 


Tutto questo significa che se si desidera eliminare il grasso, bisogna intanto iniziare con delle tecniche di riduzione dello stress come la meditazione, l'esercizio e la respirazione profonda. E poi associare questo ad una dieta che sia a base di alimenti semplici ma sani e nutrienti come: pesce, noci e semi, cereali integrali, legumi, frutta e verdura. Una dieta, diremmo, "mediterranea" che  limita ed elimina grassi saturi e prodotti alimentari trasformati e comprende una moderata quantità di grassi sani, in particolare di omega-3 acidi grassi essenziali. (Le migliori fonti di omega-3s sono pesci grassi come salmone, aringhe, sardine e sgombri). 
La dieta mediterranea sembra essere quello che i ricercatori indicano come "effetto antinfiammatorio" del nostro corpo, capace di combattere anche l'effetto dello stress cronico. 
Dieta Addominali: gli alimenti anti-stress
Mangiare i cosiddetti "alimenti comfort": ricchi di carboidrati, pane e pasta), possono aiutare a sentirsi più sereni nel breve termine, ma procedere con cautela. 
Le sostanze nutritive che mostrano una buona risposta allo stress sono la chiave di volta della Dieta Mediterranea: gli acidi grassi omega-3. Per quanto strano possa sembrare sempre più questi grassi "buoni"sono associati ad una riduzione di grasso corporeo, tra cui il grasso addominale. Diversi studi recenti dimostrano che mangiare grassi omega-3 può ridurre la produzione di un altro ormone dello stress, epinefrina (pseudonimo di adrenalina ).

Se gli esperti da un lato ci "comunicano" che i livelli elevati di cortisolo contribuiscono all'accumulo di grasso addominale e il successivo sviluppo di malattie serie, dall'altro non hanno ancora elaborato una soluzione che in modo definitivo ci aiuti a contrastare questa condizione. A lungo termine, possiamo però certamente contare sull'adozione di abitudini sane, regolare esercizio fisico, tecniche di rilassamento e uno stile alimentare basato sulla dieta mediterranea - chiavi per una vita sana e felice... non solo per gli addominali!